Endometriosi: come riconoscerla e curarla

by / giovedì, 19 marzo 2015 / Published in News Salute & Benessere

L’endometriosi è un disturbo cronico che colpisce il 10% delle donne in età fertile, invalidando la loro vita sia in termini di salute che sul fronte professionale, a causa dei dolori che causano una perdita di 5 giorni lavorativi al mese.

 

Spiega Jacqueline Veit, Presidente dell’Associazione Italiana Endometriosi: “Anche se nel 2005 il Senato ha riconosciuto l’endometriosi come una malattia sociale, ancora molte donne subiscono discriminazioni in ambito professionale: perdono il lavoro a causa della malattia, si crea un clima di pregiudizio tra colleghi e tra i superiori che non si rendono conto di ciò che sta passando, perché non conoscono questa patologia. Tutta questa incomprensione non si limita solo al contesto lavorativo, ma si riflette anche nella famiglia, tra gli amici. Infatti, chi soffre di endometriosi può non riuscire, a causa dei sintomi, a svolgere le normali attività quotidiane e a coltivare le proprie relazioni sociali. Inoltre questa malattia cronica è responsabile di almeno il 30% dei casi d’infertilità. Anche questa conseguenza, oltre al terribile impatto emotivo sulla donna e sulla coppia, ha degli effetti sulla società in termini di decrescita delle nascite: ogni anno 250mila nascite in meno di quelle necessarie per mantenere la curva della previdenza sociale.

 

Per saperne di più su questa malattia D-Repubblica ha intervistato Michele Vignali, professore associato di ostetrica e ginecologia dell’Università degli Studi di Milano. Riportiamo qui parte dell’intervista, per leggere il testo integrale: d.repubblica.it

 

Partiamo dalla definizione: che cos’è l’endometriosi?

“È un disturbo cronico caratterizzato dalla presenza di endometrio, quello strato di tessuto che riveste la cavità uterina e che ogni mese, se non avviene la fecondazione, fuoriesce insieme al sangue con le mestruazioni, al di fuori della sua sede naturale, che è appunto l’utero. Le sedi più frequenti sono le ovaie e la pelvi,  ma può diffondersi anche fino ai diaframmi. L’effetto che la presenza di questo tessuto provoca al di fuori dalla sua sede originale è una sorta di infiammazione sterile permanente, sostenuta dalla produzione di ormoni femminili, gli estrogeni, che stimolano le cellule endometriali a proliferare. Si formano così ‘noduli’, ‘lesioni’, ‘cisti’ o ‘impianti’, che possono causare dolore e altri sintomi associati”.

 

Quante donne ne soffrono in Italia?

“Nel mondo si stima che il 5-10% delle donne in età riproduttiva soffrano di endometriosi; le percentuali crescono notevolmente fino al 35-50% se consideriamo donne affette da dolore pelvico cronico o con problemi di infertilità”.

 

Quali sono i campanelli d’allarme più comuni?

“La dismenorrea in primis, cioè il dolore con crampi e fitte acute al basso ventre durante le mestruazioni, che a volte si accompagna a nausea e vomito e costringe le donne a letto anche per intere giornate. Questo è certamente il sintomo più diffuso, presente in otto donne su dieci, ma anche il dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), meno frequente, può costituire un segnale della malattia. Tra i sintomi che possono far sospettare questa patologia c’è anche la dischezia, il dolore alla defecazione in corrispondenza del ciclo, e i dolori durante l’ovulazione, tra una mestruazione e l’altra”.

 

Tra le donne affette da endometriosi, una su tre soffre di dispareunia, che invalida la sua vita sessuale. Cosa comporta questo disturbo?

“Soprattutto dolore quando si fa l’amore, durante la penetrazione profonda. E questo influisce negativamente sulla sfera sessuale, portando alcune donne a interrompere il rapporto o addirittura a scegliere l’astinenza. La dispareunia profonda è la conseguenza di una localizzazione della malattia a carico delle strutture di sostegno dell’utero o nella zona di passaggio tra vagina e retto (setto retto-vaginale), quindi sono aree che durante il rapporto sessuale sono sottoposte alla pressione dell’organo maschile e quindi l’atto sessuale provoca dolore”.

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